Città del Vaticano. Nell’udienza generale di oggi, Papa Francesco ha avviato un nuovo ciclo di catechesi dal titolo “Lo Spirito e la Sposa – la Sposa è la Chiesa –”. Il Pontefice ha spiegato che lo Spirito Santo guida il popolo di Dio incontro a Gesù, la nostra speranza. Questo percorso si snoderà attraverso tre grandi tappe della storia della salvezza: l’Antico Testamento, il Nuovo Testamento e il tempo della Chiesa, con lo sguardo sempre fisso su Gesù.
Papa Francesco ha iniziato la sua riflessione citando i primi due versetti della Bibbia: «In principio Dio creò il cielo e la terra. La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque» (Gen 1,1-2). Il Papa ha descritto lo Spirito di Dio come la potenza misteriosa che trasforma il caos iniziale in un cosmo armonioso. “Lo Spirito fa l’armonia nella vita, l’armonia nel mondo”, ha detto il Papa, sottolineando come il termine greco “kosmos” e il latino “mundus” indichino qualcosa di bello, ordinato e armonico.
Questa azione dello Spirito Santo nella creazione è ulteriormente chiarita nei Salmi, dove si legge: «Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera» (Sal 33,6) e «Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra» (Sal 104,30). Nel Nuovo Testamento, l’intervento dello Spirito Santo nella nuova creazione è descritto attraverso immagini che richiamano l’origine del mondo: la colomba che aleggia sulle acque del Giordano durante il battesimo di Gesù (cfr Mt 3,16) e Gesù che, nel Cenacolo, soffia sui discepoli dicendo: «Ricevete lo Spirito Santo» (Gv 20,22), come Dio aveva fatto con Adamo (cfr Gen 2,7).
L’apostolo Paolo introduce un nuovo elemento in questo rapporto, parlando di un universo che “geme e soffre come nelle doglie del parto” (cfr Rm 8,22) a causa della corruzione e del peccato dell’umanità. “Vediamo lo scempio che del creato ha fatto e continua a fare l’umanità”, ha detto il Papa, esortando a una maggiore responsabilità verso l’ambiente.
San Francesco d’Assisi, ha ricordato Papa Francesco, offre una via per ritrovare l’armonia dello Spirito attraverso la contemplazione e la lode. Citando il Cantico delle Creature, il Santo Padre ha ribadito l’importanza di lodare il Creatore attraverso le sue opere. Un salmo dice: «I cieli narrano la gloria di Dio» (Sal 18,2), ma, come ha sottolineato il Papa, hanno bisogno dell’uomo e della donna per dare voce a questo grido muto. “La nostra vocazione nel mondo è di essere ‘lode della sua gloria’ (Ef 1,12)”, ha detto Francesco, invitando a privilegiare la gioia del contemplare su quella del possedere.
Papa Francesco ha concluso esortando i fedeli a permettere allo Spirito Santo di trasformare il caos interiore in chiarezza e armonia. Citando il profeta Ezechiele, ha ricordato la promessa di Dio: «Vi darò un cuore nuovo; metterò dentro di voi uno Spirito nuovo … Porrò il mio Spirito dentro di voi» (Ez 36,26-27). “Che questa riflessione susciti in noi il desiderio di fare l’esperienza dello Spirito creatore”, ha concluso il Papa, invitando tutti a pregare: «Veni creator Spiritus!», Vieni o Spirito creatore!