Città del Vaticano. Nella calda mattinata romana, in Piazza San Pietro il Santo Padre ha proseguito il ciclo di catechesi intitolato “Lo Spirito e la Sposa”, soffermandosi sul ruolo dello Spirito Santo nella guida del popolo di Dio verso Gesù, nostra speranza. Il tema centrale dell’incontro è stato riassunto nella frase: “Il vento soffia dove vuole. Dove c’è lo Spirito di Dio c’è libertà”.
“Cari fratelli e sorelle, buongiorno!” Con queste parole di saluto, Papa Francesco ha iniziato la sua riflessione sul nome con cui lo Spirito Santo è conosciuto nella Bibbia. “La prima cosa che noi conosciamo di una persona è il nome. È con esso che la chiamiamo, che la distinguiamo e la ricordiamo,” ha spiegato il Pontefice. E così, anche lo Spirito Santo ha un nome: Ruach, termine ebraico che significa soffio, vento, respiro.
Ruach non è solo un nome, ma un’identità che svela la natura e la missione dello Spirito Santo. Papa Francesco ha ricordato come nella Bibbia il nome sia quasi un sinonimo della persona stessa, e santificare il nome di Dio equivalga a santificare Dio stesso. La rivelazione primaria contenuta in Ruach è la potenza dello Spirito Santo, un’energia travolgente e indomabile, simile al vento capace di smuovere gli oceani.
Tuttavia, il Papa ha sottolineato che per comprendere pienamente il significato del nome dello Spirito Santo, è necessario considerare anche il Nuovo Testamento. Qui, accanto alla potenza, emerge la caratteristica della libertà. “Il vento soffia dove vuole”, dice Gesù a Nicodemo, un’immagine che esprime l’assoluta libertà dello Spirito. Pretendere di rinchiuderlo in concetti e definizioni, come ha tentato il razionalismo moderno, significa perderne il vero significato. Anche la Chiesa deve guardarsi dal tentativo di “istituzionalizzare” lo Spirito Santo, poiché Egli distribuisce i suoi doni liberamente.
San Paolo ha chiarito che “dove c’è lo Spirito del Signore, c’è libertà”. Una libertà, però, molto diversa da quella comune. Non è libertà di fare ciò che si vuole, ma di fare ciò che Dio vuole. È la libertà dei figli di Dio, non degli schiavi.
Il Pontefice ha poi messo in guardia contro l’abuso di questa libertà, citando San Paolo ai Galati: “Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne”. La vera libertà si esprime nel servizio e nell’amore reciproco.
“Fratelli e sorelle, dove attingeremo questa libertà dello Spirito, così contraria alla libertà dell’egoismo?” La risposta è in Gesù: “Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero”. Con queste parole, ha invitato tutti a chiedere a Gesù di renderci uomini e donne veramente liberi, capaci di servire con amore e gioia.