Azione Francescana

Attualità

Don Tonino Bello, un’eredità viva. Molfetta lo ricorda a 90 anni dalla nascita

Era il 18 marzo 1935 quando nasceva, ad Alessano, Antonio Bello, il vescovo che avrebbe lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa italiana. Uomo di fede e di azione, voce limpida e scomoda, interprete radicale del Vangelo. Per tutti, semplicemente don Tonino.
Nel 90° anniversario della sua nascita, la Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi lo ricorda con una serie di eventi che non sono solo memoria, ma occasione per rimettere al centro la sua profezia, il suo pensiero, il suo sogno di una Chiesa capace di servire, amare, camminare accanto agli ultimi.

Un pastore con il grembiule

Don Tonino ha scelto di essere un vescovo diverso, distante dai formalismi, vicino alla gente. Aveva capito che la Chiesa non può stare nei palazzi, ma deve abitare le strade, le periferie dell’esistenza. Per lui, il cristianesimo non era solo predicazione, ma incarnazione concreta del Vangelo.
Parlava di una “Chiesa del grembiule”, dove il potere si trasforma in servizio, dove i titoli cedono il posto alla gratuità, dove il cuore batte all’unisono con la sofferenza degli ultimi. Per questo ha vissuto con radicalità il suo ministero, non accontentandosi di parole, ma facendo delle sue scelte quotidiane una testimonianza viva.

Un profeta della pace

Tra le battaglie più forti di don Tonino c’è quella per la pace. Non la pace intesa come semplice assenza di guerra, ma come giustizia sociale, come riconoscimento della dignità di ogni essere umano.
Nel 1992, pochi mesi prima di morire, fu a capo della storica Marcia per la Pace a Sarajevo, nel cuore di un conflitto che stava devastando i Balcani. Andò disarmato, con la sola forza del Vangelo, a dire al mondo che la pace è l’unica via percorribile. “In piedi, costruttori di pace” era il suo grido, un appello ancora oggi attuale in un mondo lacerato da guerre e ingiustizie.

Gli eventi per il 90° anniversario della nascita di don Tonino

Per celebrare il Venerabile Antonio Bello, la sua Diocesi di Molfetta ha organizzato un programma di appuntamenti che vogliono non solo ricordarlo, ma attualizzare il suo messaggio.

Martedì 18 marzo, i giovani avranno l’opportunità di confrontarsi con Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, vittima della mafia. Un dialogo aperto sulla giustizia e sull’impegno civile, che si terrà presso l’Auditorium “Achille Salvucci” del Museo Diocesano di Molfetta. La giornata proseguirà con una celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Molfetta, presieduta da Mons. Francesco Neri OFM Cap., Arcivescovo di Otranto.

Sabato 22 marzo, la Cattedrale ospiterà un evento speciale, un oratorio sacro dal titolo “Testimone dell’Amore. Il volto di don Tonino Bello”, con testi tratti dai suoi scritti e da quelli di don Michele Amorosini, accompagnati dalla musica del Maestro Nicola Petruzzella. Un momento di riflessione artistica e spirituale che permetterà di riscoprire il volto più autentico di don Tonino.

Giovedì 27 marzo, all’Auditorium “Regina Pacis” di Molfetta, sarà il momento della conferenza dedicata al pensiero profetico di don Tonino Bello, guidata dal vicepostulatore della sua causa di beatificazione. A seguire, la testimonianza della docente Angela Paparella, per offrire uno sguardo ancora più profondo sulla figura di questo pastore straordinario.

Don Tonino parla ancora oggi

A trentun anni dalla sua morte, don Tonino non è un ricordo del passato, ma una voce viva, che continua a interrogare il presente.
La sua eredità non è fatta di statue o celebrazioni retoriche, ma di parole che bruciano, di inviti alla coerenza evangelica, di scomode provocazioni che chiedono di essere accolte e vissute.
Oggi più che mai, la sua Chiesa del grembiule è la risposta a un mondo diviso, alle disuguaglianze, all’indifferenza. Il suo invito ad alzarsi “in piedi, costruttori di pace” è un’esortazione a non restare spettatori, ma a impegnarsi, a scegliere da che parte stare.
Nel celebrare il 90° anniversario della sua nascita, la Diocesi di Molfetta non si limita a ricordarlo, ma rilancia il suo messaggio, attualizzandolo per le sfide di oggi. Perché don Tonino Bello non è solo un uomo del passato, ma un profeta per il nostro tempo.

Don Tonino Bello, un’eredità viva. Molfetta lo ricorda a 90 anni dalla nascita

Era il 18 marzo 1935 quando nasceva, ad Alessano, Antonio Bello, il vescovo che avrebbe lasciato un’impronta indelebile nella storia della Chiesa italiana. Uomo di fede e di azione, voce limpida e scomoda, interprete radicale del Vangelo. Per tutti, semplicemente don Tonino.
Nel 90° anniversario della sua nascita, la Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi lo ricorda con una serie di eventi che non sono solo memoria, ma occasione per rimettere al centro la sua profezia, il suo pensiero, il suo sogno di una Chiesa capace di servire, amare, camminare accanto agli ultimi.

Un pastore con il grembiule

Don Tonino ha scelto di essere un vescovo diverso, distante dai formalismi, vicino alla gente. Aveva capito che la Chiesa non può stare nei palazzi, ma deve abitare le strade, le periferie dell’esistenza. Per lui, il cristianesimo non era solo predicazione, ma incarnazione concreta del Vangelo.
Parlava di una “Chiesa del grembiule”, dove il potere si trasforma in servizio, dove i titoli cedono il posto alla gratuità, dove il cuore batte all’unisono con la sofferenza degli ultimi. Per questo ha vissuto con radicalità il suo ministero, non accontentandosi di parole, ma facendo delle sue scelte quotidiane una testimonianza viva.

Un profeta della pace

Tra le battaglie più forti di don Tonino c’è quella per la pace. Non la pace intesa come semplice assenza di guerra, ma come giustizia sociale, come riconoscimento della dignità di ogni essere umano.
Nel 1992, pochi mesi prima di morire, fu a capo della storica Marcia per la Pace a Sarajevo, nel cuore di un conflitto che stava devastando i Balcani. Andò disarmato, con la sola forza del Vangelo, a dire al mondo che la pace è l’unica via percorribile. “In piedi, costruttori di pace” era il suo grido, un appello ancora oggi attuale in un mondo lacerato da guerre e ingiustizie.

Gli eventi per il 90° anniversario della nascita di don Tonino

Per celebrare il Venerabile Antonio Bello, la sua Diocesi di Molfetta ha organizzato un programma di appuntamenti che vogliono non solo ricordarlo, ma attualizzare il suo messaggio.

Martedì 18 marzo, i giovani avranno l’opportunità di confrontarsi con Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, vittima della mafia. Un dialogo aperto sulla giustizia e sull’impegno civile, che si terrà presso l’Auditorium “Achille Salvucci” del Museo Diocesano di Molfetta. La giornata proseguirà con una celebrazione eucaristica nella Cattedrale di Molfetta, presieduta da Mons. Francesco Neri OFM Cap., Arcivescovo di Otranto.

Sabato 22 marzo, la Cattedrale ospiterà un evento speciale, un oratorio sacro dal titolo “Testimone dell’Amore. Il volto di don Tonino Bello”, con testi tratti dai suoi scritti e da quelli di don Michele Amorosini, accompagnati dalla musica del Maestro Nicola Petruzzella. Un momento di riflessione artistica e spirituale che permetterà di riscoprire il volto più autentico di don Tonino.

Giovedì 27 marzo, all’Auditorium “Regina Pacis” di Molfetta, sarà il momento della conferenza dedicata al pensiero profetico di don Tonino Bello, guidata dal vicepostulatore della sua causa di beatificazione. A seguire, la testimonianza della docente Angela Paparella, per offrire uno sguardo ancora più profondo sulla figura di questo pastore straordinario.

Don Tonino parla ancora oggi

A trentun anni dalla sua morte, don Tonino non è un ricordo del passato, ma una voce viva, che continua a interrogare il presente.
La sua eredità non è fatta di statue o celebrazioni retoriche, ma di parole che bruciano, di inviti alla coerenza evangelica, di scomode provocazioni che chiedono di essere accolte e vissute.
Oggi più che mai, la sua Chiesa del grembiule è la risposta a un mondo diviso, alle disuguaglianze, all’indifferenza. Il suo invito ad alzarsi “in piedi, costruttori di pace” è un’esortazione a non restare spettatori, ma a impegnarsi, a scegliere da che parte stare.
Nel celebrare il 90° anniversario della sua nascita, la Diocesi di Molfetta non si limita a ricordarlo, ma rilancia il suo messaggio, attualizzandolo per le sfide di oggi. Perché don Tonino Bello non è solo un uomo del passato, ma un profeta per il nostro tempo.

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