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Angelus del Papa: un messaggio di speranza dalla stanza del Gemelli

Roma. Le condizioni cliniche di Papa Francesco restano stabili, confermando i progressi evidenziati nell’ultima settimana. Secondo il bollettino medico diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede nella serata di sabato 15 marzo, il Pontefice prosegue con l’ossigenoterapia ad alti flussi, mentre si riduce gradualmente la necessità di ventilazione meccanica non invasiva nelle ore notturne.

Il Santo Padre necessita ancora di terapia medica ospedaliera, di fisioterapia motoria e respiratoria, con ulteriori miglioramenti osservati. La Santa Sede ha reso noto che il Pontefice ha trascorso la giornata tra terapie, preghiera, riposo e un po’ di lavoro, e che l’Angelus domenicale è stato trasmesso come nelle scorse settimane. Il prossimo aggiornamento medico è atteso tra martedì e mercoledì, mentre la Sala Stampa continuerà a fornire informazioni generali alla stampa ogni sera. Anche questa domenica Francesco dal Policlinico Gemelli, ha rivolto ai fedeli un messaggio di speranza per l’Angelus di oggi, commentando il Vangelo della Trasfigurazione.

La luce della fede anche nella fragilità

Nonostante il ricovero prolungato presso il Policlinico Gemelli, Papa Francesco ha voluto mantenere il consueto appuntamento domenicale con i fedeli attarverso un testo da lui scritto per Angelus di questa domenica, in cui ha meditato sulla Trasfigurazione di Gesù.

“Oggi, seconda domenica di Quaresima, il Vangelo ci parla della Trasfigurazione di Gesù. Salito in cima a un monte con Pietro, Giacomo e Giovanni, Gesù si immerge nella preghiera e diventa raggiante di luce. Così mostra ai discepoli che cosa si cela dietro i gesti che Egli compie in mezzo a loro: la luce del suo amore infinito” ha esordito il Santo Padre.

Parole che risuonano con particolare intensità nel contesto della sua degenza. Papa Francesco ha condiviso il suo stato d’animo con i fedeli, sottolineando come, pur nella fragilità fisica, nulla possa impedire di amare, pregare e donarsi agli altri: “Il nostro fisico è debole ma, anche così, niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza”.

Il Papa ha poi espresso gratitudine per le cure ricevute, ricordando con affetto le tante preghiere rivolte a lui dai bambini, alcuni dei quali hanno voluto fargli visita al Gemelli: “Grazie, carissimi bambini! Il Papa vi vuole bene e aspetta sempre di incontrarvi”.

Un appello per la pace e il cammino della Chiesa

Come di consueto, il Santo Padre ha rivolto un forte appello per la pace, ricordando le sofferenze di molte nazioni colpite dalla guerra: “Continuiamo a pregare per la pace, specialmente nei Paesi feriti dalla guerra: nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Repubblica Democratica del Congo”.

Infine, ha chiesto preghiere per la Chiesa, impegnata nel percorso di attuazione delle riflessioni maturate durante la recente Assemblea Sinodale. Ha quindi ringraziato la Segreteria Generale del Sinodo per il suo ruolo nell’accompagnare le Chiese locali nei prossimi tre anni.

“La Vergine Maria ci custodisca e ci aiuti ad essere, come Lei, portatori della luce e della pace di Cristo”, ha concluso il Papa, affidando alla Madonna le speranze e le preghiere dei fedeli.

Angelus del Papa: un messaggio di speranza dalla stanza del Gemelli

Roma. Le condizioni cliniche di Papa Francesco restano stabili, confermando i progressi evidenziati nell’ultima settimana. Secondo il bollettino medico diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede nella serata di sabato 15 marzo, il Pontefice prosegue con l’ossigenoterapia ad alti flussi, mentre si riduce gradualmente la necessità di ventilazione meccanica non invasiva nelle ore notturne.

Il Santo Padre necessita ancora di terapia medica ospedaliera, di fisioterapia motoria e respiratoria, con ulteriori miglioramenti osservati. La Santa Sede ha reso noto che il Pontefice ha trascorso la giornata tra terapie, preghiera, riposo e un po’ di lavoro, e che l’Angelus domenicale è stato trasmesso come nelle scorse settimane. Il prossimo aggiornamento medico è atteso tra martedì e mercoledì, mentre la Sala Stampa continuerà a fornire informazioni generali alla stampa ogni sera. Anche questa domenica Francesco dal Policlinico Gemelli, ha rivolto ai fedeli un messaggio di speranza per l’Angelus di oggi, commentando il Vangelo della Trasfigurazione.

La luce della fede anche nella fragilità

Nonostante il ricovero prolungato presso il Policlinico Gemelli, Papa Francesco ha voluto mantenere il consueto appuntamento domenicale con i fedeli attarverso un testo da lui scritto per Angelus di questa domenica, in cui ha meditato sulla Trasfigurazione di Gesù.

“Oggi, seconda domenica di Quaresima, il Vangelo ci parla della Trasfigurazione di Gesù. Salito in cima a un monte con Pietro, Giacomo e Giovanni, Gesù si immerge nella preghiera e diventa raggiante di luce. Così mostra ai discepoli che cosa si cela dietro i gesti che Egli compie in mezzo a loro: la luce del suo amore infinito” ha esordito il Santo Padre.

Parole che risuonano con particolare intensità nel contesto della sua degenza. Papa Francesco ha condiviso il suo stato d’animo con i fedeli, sottolineando come, pur nella fragilità fisica, nulla possa impedire di amare, pregare e donarsi agli altri: “Il nostro fisico è debole ma, anche così, niente può impedirci di amare, di pregare, di donare noi stessi, di essere l’uno per l’altro, nella fede, segni luminosi di speranza”.

Il Papa ha poi espresso gratitudine per le cure ricevute, ricordando con affetto le tante preghiere rivolte a lui dai bambini, alcuni dei quali hanno voluto fargli visita al Gemelli: “Grazie, carissimi bambini! Il Papa vi vuole bene e aspetta sempre di incontrarvi”.

Un appello per la pace e il cammino della Chiesa

Come di consueto, il Santo Padre ha rivolto un forte appello per la pace, ricordando le sofferenze di molte nazioni colpite dalla guerra: “Continuiamo a pregare per la pace, specialmente nei Paesi feriti dalla guerra: nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Repubblica Democratica del Congo”.

Infine, ha chiesto preghiere per la Chiesa, impegnata nel percorso di attuazione delle riflessioni maturate durante la recente Assemblea Sinodale. Ha quindi ringraziato la Segreteria Generale del Sinodo per il suo ruolo nell’accompagnare le Chiese locali nei prossimi tre anni.

“La Vergine Maria ci custodisca e ci aiuti ad essere, come Lei, portatori della luce e della pace di Cristo”, ha concluso il Papa, affidando alla Madonna le speranze e le preghiere dei fedeli.

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